Mi sembra di viaggiare
in zone rarefatte del pensiero,
dove si affina la mia disposizione
a vivere
che si inebria di stili e discipline.
In un insieme irridente di parche
voglie,
celebro il mio vanto i miei sensi la mia unicità.
Furono giorni di stanchezza
assurda e depressiva,
di una totale mancanza di lucidità.
Quando ti chiedi in qualche
letto sconosciuto,
che cosa hai fatto e perché vivi in tanta estraneità.
Sapessi che
dolore l'esistenza
che vede nero dove nero non ce n'è.
Il fatto è che non posso più
tornare indietro
che non riesco a vivere con te né senza di te,
credimi.
Perché noi
siamo liberi di fare quello che vogliamo,
di uccidere, stuprare e rapinare
e vomitare
critiche insensate,
parlare e dire solo sempre inutili cazzate,
per un bisogno quotidiano
di tensione
in questo sfoggio naturale di pazzia.
Ci si può difendere restando in modo
dell'indifferenza
contro questa crescita esponenziale di follia e di violenza,
o ritornare
indietro all'antica pazienza
o ritornare indietro...
Ma io vorrei essere un'aquila vedere
il piano del mondo
che inclina verso di noi e le leggi che si inchinano
lanciarmi a
inseguire il tuo deserto
e i saperi solenni e le porte dorate cominciare di nuovo il viaggio